Cass. civ. Sez. I, 11 giugno 2019, n. 15726

Ai fini della assegnazione della casa non sussiste alcun obbligo di audizione dei figli ai sensi dell'art. 337-octies c.c., quando questi siano maggiorenni ovvero siano divenuti tali nel corso del giudizio di merito, in assenza di elementi utili offerti dal padre ricorrente tali da far ritenere che la circostanza pacifica della perdurante coabitazione dei figli maggiorenni con la madre non fosse frutto di una loro precisa volontà, ovvero di deduzioni circa una espressa volontà degli stessi di andare a vivere con il padre.


Le dichiarazioni dei redditi dell'obbligato hanno una funzione tipicamente fiscale, sicché nelle controversie relative a rapporti estranei al sistema tributario (nella specie, concernenti l'attribuzione o la quantificazione dell'assegno di mantenimento) non hanno valore vincolante per il giudice, il quale, nella sua valutazione discrezionale, può fondare il suo convincimento su altre risultanze probatorie" (in applicazione di tale principio, questa Corte ha ritenuto insindacabile la valutazione del giudice della separazione personale tra coniugi, il cui convincimento si era fondato, ai fini della quantificazione dell'assegno di mantenimento, sull'alto tenore di vita ed il rilevante potere di acquisto dimostrato dal coniuge onerato).