Tutte le sentenze
All'interno dell'indice troverai tutti i dettagli riguardanti le sentenze integrali pubblicate su Lessico di diritto di famiglia.
Trust (trustee soggetto passivo dell’Imu)
T
Il trustee, che diviene proprietario dei beni in trust, acquista tutti i poteri e i doveri del proprietario, limitati soltanto dall'uso che egli deve fare di questi beni, secondo le disposizioni del trust. Di conseguenza, il soggetto passivo dell'IMU dei beni conferiti in un trust traslativo deve essere individuato nel trustee.
Cass. civ. Sez. V, 20 giugno 2019, n. 16550

Il soggetto passivo dell'ICI (oggi IMU) dei beni conferiti in un trust traslativo va individuato nel trustee, senza pregiudizio per l'autonomia delle parti di prevedere, nel negozio istitutivo del trust, chi deve sostenere, in termini sostanziali, l'onere economico delle imposte e in che misura il trustee può rivalersi delle spese sostenute per l'amministrazione. L'ICI, infatti, è un tributo di natura patrimoniale, che considera come base imponibile il valore del bene immobile, a prescindere, in linea generale, da qualsivoglia condizione personale del titolare del diritto e dall'uso che si faccia del bene. Di conseguenza individuarne il soggetto passivo nel trustee, al quale sia stato trasferito il bene dal disponente, e che pertanto riveste la qualità di proprietario, ai sensi dell'art.3,D.Lgs. n. 504 del 1992, non viola di per sé il principio della segregazione patrimoniale, non comportando aggressione dei beni in trust da parte dei creditori personali del trustee e gravando l'imposta sullo specifico bene di cui il trustee ha il possesso ed alla cui amministrazione e gestione egli è tenuto, il che comporta anche il dovere di assolvere agli oneri gravanti sulla proprietà. Il regime delle spese di gestione, delle anticipazioni, dei rendiconti e degli (eventuali) rimborsi è poi regolato in conformità al titolo ed alla legge applicabile.

Amministrazione di sostegno (patrocinio a spese dello Stato)
A
Il patrocinio a spese dello stato è ammesso nei procedimenti di nomina dell'amministratore di sostegno dunque anche nei procedimenti di volontaria giurisdizione e anche quando l'assistenza del difensore non è prevista come necessaria
Cass. civ. Sez. II, 4 giugno 2019, n. 15175

La disciplina sul patrocinio a spese dello Stato è applicabile in ogni procedimento civile, anche di volontaria giurisdizione ed anche quando l'assistenza tecnica del difensore non è prevista dalla legge come obbligatoria. Tale indirizzo va qui confermato in ragione del rilievo che ilD.P.R. n. 115 del 2002,artt.74e75, che dettano le disposizioni generali sul patrocinio a spese dello Stato, assicurano la difesa alle persone non abbienti non solo "nel processo civile", ma anche "negli affari di volontaria giurisdizione", sempre che l'interessato "debba o possa essere assistito da un difensore", non solo quindi, con riferimento a questi ultimi, nel caso in cui la presenza del difensore sia imposta dal tipo di procedimento, ma anche nei casi in cui essa dipenda dalla scelta dell'interessato, sul presupposto, di tutta evidenza, che anche nei procedimenti in cui tale assistenza non è dichiarata obbligatoria dalla legge l'interessato può comunque farsi assistere da un avvocato.

Testamento (coercibilità dell’obbligazione modale) (non esperibilità dell’azione di risarcimento del danno per ritardato adempimento dell’obbligazione modale)
T
Il ritardato adempimento dell’obbligazione modale contenuta nel testamento, ancorché coercibile ex art 614 bis c.p.c., non determina il risarcimento del danno non patrimoniale da lesione della memoria del defunto
Cass. civ. Sez. II, 3 giugno 2019, n. 15110

L'accertato ritardo dell'erede nell'adempimento dell'obbligazione modale contenuta nel testamento, avente a oggetto una prestazione di fare infungibile (l'istituzione di un centro studi in memoria del defunto), è suscettibile di coercizione indiretta ai sensi dell'art. 614-bis; mentre, per effetto del pur ritardato adempimento, non è possibile esperire, nei confronti del medesimo erede, l'azione ordinaria di risarcimento del danno non patrimoniale da lesione della memoria del defunto.

Figli (mantenimento) (azione di regresso)
F
Il genitore che ha provveduto da solo fin dalla nascita del figlio al suo mantenimento, può esercitare azione di regresso verso il genitore inadempiente per il recupero della quota di questi
Cass. civ. Sez. VI - 1, 19 giugno 2019, n. 16404

Il rimborso delle spese di mantenimento del minore, ove ad esse abbia provveduto integralmente uno soltanto di suoi genitori, a questi spetti il diritto di agire in regresso, per il recupero della quota relativa al genitore inadempiente, secondo le regole generali sul rapporto fra condebitori solidali. : come si desume, in particolare,dall'art. 148 c.c.(richiamatodall'art. 261 c.c., entrambi nei rispettivi